HOW TO CHOOSE WINTER FUNCTIONAL UNDERWEAR FOR SKI AND OUTDOOR

Quando parliamo di intimo tecnico ci riferiamo a quel capo d'abbigliamento che andrà indossato direttamente sulla pelle, cioè quello che sarà il nostro primo strato e che internazionalmente viene chiamato "base layer". Bisogna appunto aver ben presente, che per proteggersi meglio nelle attività di sport invernali, come alpinismo, scialpinismo, escursionismo con le ciaspole (racchette da neve), sci da discesa e fondo, è importante vestirsi a strati e come si può immaginare quello che abbiamo a diretto contatto con il nostro corpo è di importanza fondamentale per la nostra coibentazione generale.

Vestirsi a strati, o a cipolla, come spesso si sente dire, è un concetto ormai sempre più diffuso e conosciuto. Sappiamo che il modo migliore per proteggersi dagli elementi atmosferici è quello di indossare uno sopra l'altro tre, o più strati separati:

- uno strato di base portato sulla pelle,

- uno, o più strati intermedi termici

- uno strato esterno, chiamato in gergo "guscio", perché appunto dovrebbe garantirci l'impermeabilità dall'acqua e dal vento.

TESTO

Ognuno ha quindi il suo scopo, e se indossati correttamente, tutti gli strati lavorano insieme per favorire la traspirazione dal corpo, tenere in calore, e lasciare fuori vento e pioggia. In questo semplice guida andiamo ad approfondire le conoscenze del primo strato, appunto quello del così detto "intimo tecnico". Negli ultimi anni si è sempre più sviluppata tra gli sportivi la cultura e consapevolezza di quanto sia importante curare la qualità dei capi a contatto con il nostro corpo, in particolar modo mentre si pratica un'attività sportiva in condizioni climatiche invernali. Per questo, i consumi sono andati aumentando ed anche le aziende produttrici di intimo tecnico sono diventate più numerose. Di conseguenza sono pure cresciuti gli investimenti in ricerca e grazie anche alle moderne "nanotecnologie" sono stati sviluppati sempre più moderni e nuovi tipi di materiali.

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Le caratteristiche che dovrebbe esaltare un buon prodotto di intimo tecnico sono essenzialmente due: traspirabilità e regolazione termica del nostro corpo

TESTO

Per traspirabilità si intende la capacità di trasportare verso l'esterno il sudore prodotto dal nostro corpo mentre facciamo attività. Il tessuto deve svolgere meglio possibile la funzione di tenere asciutta la nostra pelle, questo a vantaggio dell'immediato comfort, ma certamente anche della nostra salute (teniamo presente infatti, che molti mal di schiena sono proprio causati dall'effetto "freddo e bagnato", che si genera sulla stessa quando viene interrotta momentaneamente l'attività motoria se l'intimo non è riuscito a spostare adeguatamente la sudorazione verso l'esterno).

Possiamo definire inerzia, o isolazione termica, invece la capacità di riscaldare, o meglio di mantenere stabile la temperatura del nostro corpo. Questo è il vero obbiettivo che si dovrebbe ricercare, visto che nell'attività sportiva bisogna mantenere un costante equilibrio tra calore prodotto dal corpo durante lo sforzo fisico ed apporto di calore offerto dai capi indossati. Anche per questo motivo esistono sul mercato materiali di vari tipi, di varia consistenza e più, o meno, orientati a favorirne il potere riscaldante.

A seconda del prodotto, magari anche della stessa marca, avremmo quindi la possibilità di scegliere tra quello più performante nell'espellere l'umidità, piuttosto che quello che punta alla capacità di poter produrre calore. Quindi, a seconda che noi pensiamo di utilizzarlo nei periodi più freddi, piuttosto che in primavera, o che siamo particolarmente freddolosi, o che noi siamo degli sciatori, invece di alpinisti, la nostra scelta propenderà verso un articolo invece di un altro.

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Quando preferire un tessuto leggero e traspirante a quello più caldo e consistente?

Prima di rispondere a questa domanda vi avvisiamo che non esiste l'intimo tecnico ideale per tutti gli sport invernali e per tutte le stagioni e che nella propria disponibilità sarebbe bene averne almeno di due tipi, visto che qualsiasi sia la vostra pratica di sport invernale, vi troverete a vivere la montagna in periodi più o meno freddi e con la necessità di mantenere una costante sensazione di protezione e comfort. Ecco che allora ci saranno momenti dove servirà l'apporto di calore generato da un materiale "caldo" ed altri dove sarà preferibile un capo più "leggero" che favorisca la traspirabilità.

Caratteristiche dei tessuti più comunemente utilizzati:

TESSUTI SINTETICI

sono essenzialmente derivati del petrolio, i più usati e conosciuti sono il poliestere, la polyamide, il polipropilene. Questi tessuti prodotti artificialmente vengono realizzati con delle fibre cave, o addirittura a forma di tubo che hanno il vantaggio di trattenere all'interno dell'aria, cosa che assicura una migliore coibentazione termica. Negli ultimi anni alcune aziende produttrici sono pure riuscite a conferirgli una morbidezza al tatto che in passato ci si poteva solo sognare. Notevoli miglioramenti ci sono stati anche nell'elasticità e questi sono stati determinanti per permettere di vestire il corpo in maniera molto aderente. In particolare vengono comunque apprezzati per questi motivi:

a) la vestibilità aderente può essere tale da diventare una vera e propria "compressione", utile a stimolare la circolazione sanguigna e di conseguenza aumentare la sensazione di calore. (la marca X-BIONIC, è stata la prima a muovere passi in questa direzione ed è tutt'ora quella più all'avanguardia in questo senso).

TESTO

b) favoriscono la traspirabilità e il trasporto della sudorazione verso l'esterno, restituendo velocemente una sensazione di asciutto sulla pelle poco dopo l'interruzione dell'attività fisica, limitando quei pericolosi sbalzi termici del nostro corpo, spesso causa di malanni.

TESTO

c) sono tessuti relativamente leggeri, poco ingombranti e che si asciugano velocemente e resistono bene ai ripetuti lavaggi, nonché all'usura da utilizzo.

LANA

per gli strati "base layer", la lana tradizionale è stata gradualmente sostituita dalla lana Merino, che presenta fibre eccezionalmente morbidi. La lana merino è calda e morbida sulla pelle, cosa difficilmente eguagliabile dai materiali sintetici, però, la lana risulta meno efficace nel trasporto dell'umidità verso l'esterno rispetto ai migliori tessuti sintetici. E' certamente soggettivo da persona a persona, ma a livello tecnico il sintetico è preferito dalla stragrande maggioranza degli sportivi. La lana però, come anche la seta, ha un vantaggio rispetto ai materiali sintetici, o almeno rispetto a quelli di più bassa qualità, ossia che non accentua il cattivo odore dovuto alla sudorazione, cosa che certi materiali sintetici invece fanno. In questo senso, molto però dipende dalla qualità degli stessi, generalmente i migliori hanno subito dei trattamenti che tendono a limitare il problema degli odori.( Per esempio, per risolvere questo problema, l'azienda MICO inserisce delle fibre d'argento nel tessuto, che essendo un materiale antibatterico fatica ad essere aggredito e ne limita fortemente gli odori, mentre il tessuto della X-BIONIC a base di polyamide, pur non sfruttando le proprietà dell'argento, risulta essere incredibilmente in grado di tenere lontano i cattivi odori).

SETA

la seta è un tessuto naturale, che nonostante il suo ridotto spessore risulta essere particolarmente adatto all'uso in temperature fredde. Dalla sua ha pure il vantaggio di essere piuttosto morbida, ma per contro è anche piuttosto delicata e scarsamente resistente all'usura e non è nemmeno il massimo per quanto riguarda la traspirabilità, o meglio fatica a spostare la sudorazione verso l'esterno. Attualmente, considerato il vantaggio del suo ridotto spessore, viene utilizzata quasi esclusivamente per la produzione di sottoguanti, scalda colli e sottocaschi.

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Qual è l'intimo ideale per la nostra attività sportiva invernale?

Il nostro sport è lo sci alpino, o lo snowboard? Quindi lo sviluppo di calorie corporee durante la pratica risulta essere moderato, mentre piuttosto la necessità diventa quella di proteggerci dal freddo. Un primo orientamento su che prodotto acquistare potremmo averlo dal considerare il periodo della stagione in cui andiamo a praticarlo, poi non è da trascurare la quota dei luoghi che abitualmente frequentiamo, ultimo ma non meno importante valutare se siamo particolarmente freddolosi, o meno.

Ad ogni modo, per lo sci praticato nel mezzo dell'inverno si tende ad orientarsi su un tessuto di consistenza media, o alta per i più sensibili al freddo, facendo comunque attenzione che abbia una buona capacità di traspirabilità e trasporto della sudorazione. Infatti, anche nella pratica dello sci alpino ci sono momenti più intensi in cui si tende a sudare (per prima è sempre la schiena) e se questa sudorazione non viene tolta velocemente dalla pelle aumenta il rischio di sbalzo termico nel nostro corpo, che genera quei brividi certo non graditi.

TESTO

Per lo scialpinismo, l'alpinismo e le escursioni con le "ciaspole" pur facendo comunque le stesse considerazioni in merito al periodo invernale in cui ci dedicheremo, in queste pratiche sportive, ancora di più se praticate a livello agonistico, abbiamo la certezza di un buon dispendio calorico con relativa produzione di sudorazione. Corretto sarebbe perciò orientarsi su prodotti che esaltino queste caratteristiche, possibilmente di qualità alta capaci di abbattere quel fastidioso odore generato dalla sudorazione.

TESTO

Per il running, o trail running invernale valgono tutte le premesse fatte per gli altri sport da neve, ma in questo caso abbiamo la certezza di dovere puntare più alla traspirabilità ed evaporazione, che alla ricerca del potere calorico. In questo caso i vantaggi offerti dalla compressione sono veramente notevoli, come pure la costruzione del tessuto senza l'utilizzo delle cuciture tradizionali che preserva la nostra pelle dallo sfregamento con queste. Questo tipo di costruzione, chiamata anche "seamless", utilizzata per molti articoli sia dalla MICO che dalla X-BIONIC, risulta veramente confortevole ed avvolge perfettamente il nostro corpo.

TESTO

Conclusioni:Un appassionato destinato a trascorrere molte giornate in montagna, o sulla neve d'inverno, difficilmente riuscirà a soddisfare al meglio le sue esigenze con un solo completo "maglietta + calzamaglia" per tutta la stagione e per tutte le occasioni, sarà piuttosto probabile che nel suo armadio vi si trovino 2/3 tipi di "base layer", sicuramente di diverso peso, termicità e costruzione. Poi, a seconda di quanto fredda sarà la temperatura del momento, di che sport invernale si accingerà a fare e di come pensa di curare gli strati più esterni del suo coordinato di abbigliamento tecnico, sceglierà consapevolmente cosa andare a posizionarsi direttamente sulla pelle.- - - - -FUNCTIONAL UNDERWEAR DEPARTMENT- - - - -