HOW TO PREPARE SKIS FOR RACE

La preparazione degli sci può essere definita un arte e proprio perché è un arte, possono esserci vari modi per esprimerla. Con questo intendiamo dire, che pur rimanendo sicuramente confermate ed obbligatorie certe operazioni da effettuare nella lavorazione e sciolinatura degli sci, possono comunque esserci delle leggere diversità nell'eseguirle. Nella consuetudine, ogni "ski man" adotta delle pratiche comunemente utilizzate, con altre definiamole personali, convinto che queste possano fare la differenza. Una differenza che però in realtà è difficile da misurare, se non addirittura impossibile rilevare. La "mission" di questo tutorial tecnico è comunque quella di riuscire a descrivere in maniera semplice come si preparano gli sci da gara, descrivendo pratiche considerate ormai come assodate ed abitualmente messe in pratica dalla maggior parte degli ski man professionisti, perciò senza voler entrare in quegli aspetti, spesso esasperati, tecnico/chimici della questione.

Per quanto riguarda la preparazione della soletta, planarità, struttura, piuttosto che della lavorazione delle lamine, tuning, angoli degli spigoli, se non l'avete già fatto, vi invitiamo alla lettura della GUIDA ALLA PREPARAZIONE E ALLA MANUTENZIONE DEGLI SCI perché di seguito approfondiremo solamente la parte che si riferisce alla sciolinatura e scorrevolezza.

PULIZIA DELLA SOLETTA E TIPI DI IMPRONTA

La soletta è importante che sia perfettamente pulita, e ciò è ottenibile utilizzando del solvente specifico, oppure sciolinando con una paraffina da neve calda, per poi spatolare subito prima che si raffreddi. Per favorire l'estrapolazione dello sporco assieme alle molecole di cera dai micropori della soletta, conviene utilizzare una spatola avvolta nella carta assorbente. Per una pulizia più approfondita è consigliabile alla fine passare anche con il rullo, o la spazzola specifica. In proposito, vale la pena precisare che è opportuno avere a disposizione almeno un rullo, o una spazzola, da utilizzare esclusivamente per la pulizia ed altri da destinare alla sciolinatura e finitura.

Più il materiale che compone il rullo, o la spazzola, è duro ed incisivo, più a rilento lo stesso deve essere passato sull'attrezzo. Con i rulli, o le spazzole, si tolgono i resti di cera dalla soletta per renderla più pulita ed evitare che della sciolina, o sporco, possano rimanere in superficie a fare da legante con gli altri prodotti che poi si andranno a spalmare sulla soletta. Bisogna infatti considerare che gli sci devono gran parte della loro scorrevolezza alla planarità, struttura e pulizia della loro soletta, ecco perché risulta così importante il lavoro preliminare fatto sugli stessi prima ancora della sciolinatura, o ceratura.

Per quanto riguarda l'impronta della soletta, teniamo presente che in linea di massima, neve ad alto tasso di umidità richiederebbe una struttura più profonda, mentre neve più fredda, o asciutta, una più fine.

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Sono molti i tipi di struttura che si possono "disegnare" sulla soletta con i moderni macchinari a mola. I migliori laboratori sono dotati di queste macchine a controllo elettronico, che fornite di un apposito utensile con punta diamantata che si muove opportunamente ad incidere la mola di rettifica nella maniera desiderata, permettono di conseguenza di ottenere delle solette a giusta planarità e con le impronte desiderate. In proposito non vi è ancora certezza che un certo tipo di impronta possa essere migliore dell'altra, perché questo è difficile da provare, al punto che una delle più utilizzate da chi ha solo un paio di sci da gara rimane ancora quella tradizionale (visibile a destra nella foto). Test effettuati di recente hanno però definito come più "veloci" le impronte a tratteggio longitudinale, mentre quelle intrecciate, od oblique, sembra rendano gli sci più maneggevoli.

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In ogni caso per chi non è un atleta professionista, che quindi avrà solo un paio di sci da gara per specialità, sarà utile rettificare la soletta a macchina all'inizio della stagione, evitando di ripassarla durante l'inverno per non correre il rischio di rovinare tutto il lavoro di sciolinatura/sciate fatte, che avrà certamente reso più scorrevoli gli sci rispetto a quando erano immacolati. Al più, se con l'usura si fosse giunti a struttura ormai "consumata" verso fine stagione, considerato che anche le temperature calde della neve bagnata di quel periodo richiederebbero impronte più profonde, allora potrebbe valere la pena ripassare a macchina gli sci per rendere la soletta più portata alle condizioni primaverili.

LA SOLETTA - INDICAZIONI GENERALI

Quando gli sci viaggiano sulla neve, in base alla nostra velocità, al tipo di soletta e dell'eventuale sciolinatura, producono degli attriti che generano tra la soletta e la neve la produzione di uno strato d'acqua. Questo sottile strato d'acqua (per questo chiamato film), se sarà di limitata quantità e le impronte della soletta saranno proporzionate a quella necessità, allora avremo certamente degli sci ben scorrevoli.

Al contrario se l'acqua diverrà troppa e le impronte non saranno abbastanza profonde, per permettere un sufficiente deflusso di questa, allora i nostri sci non ci trasmetteranno certo buone sensazioni.

In aiuto ci viene però la paraffina, o sciolina. La funzione della paraffina che noi applichiamo sulla soletta degli sci è quella di renderla idrorepellente, così da migliorarne la scorrevolezza, proprio perché non tutto dipende solo dall'impronta. In effetti il P-TEX, materiale di cui è formata la soletta, è zeppo di micro fessure, che sono di fatto delle cavitazioni pronte a diventare contenitori per i prodotti che noi andremo a spalmare. La soletta durante la sua fase di scorrimento sulla neve crea della energia cinetica e più questa sarà portatrice di elettricità e più sarà idrorepellente. In sostanza si tende a creare una guaina intorno ai granuli di grafite contenuti nel P-TEX della stessa, che andrà a favorirne la scorrevolezza.

E' chiaramente importante anche durante il non utilizzo mantenere gli sci ben sciolinati, meglio se con scioline di base, o per temperature medie. Se poi gli sci vengono anche custoditi in un locale a temperatura di 25° / 30° meglio ancora, infatti un calore costante a temperatura media favorisce il crearsi di micro fenditure nei cristalli della grafite, per cui poi la sciolinatura viene trattenuta meglio. Proprio per questo motivo sono stati inventati dei sistemi simili a dei forni per accentuare questo processo. Inizialmente qualche produttore ha realizzato delle semplici sacche termiche fornite di riscaldamento, successivamente altre hanno perfezionato l'idea realizzando dei veri e propri forni termici, con tanto di riscaldamento e ventola per propagare in maniera omogenea la temperatura, che viene pure stabilizzata elettronicamente intorno ai 70°. Gli sci vengono spalmati di una sciolina apposita che fonde a temperatura più bassa e poi assoggettati a un trattamento che dura almeno 12 / 24 ore. Questo procedimento è paragonabile ad una notevole quantità di sciolinature tradizionali ed è perciò molto importante che venga effettuato sui nuovi sci da gara, in modo da accelerarne il loro processo di velocizzazione.

Il laboratorio presente nella nostra sede di Mezzolombardo è fornito di un moderno forno termico TAZZARI-SOLDA', così che, ad eventuale richiesta del cliente, possiamo consegnare gli sci da gara in condizioni ottimali e subito pronti per le competizioni.

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SKI SERVICE DEPARTMENT

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CARATTERISTICHE DELLA NEVE

I tipi di neve si possono sostanzialmente dividere in due blocchi: artificiale e naturale.

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NEVE ARTIFICIALE

dato il suo processo di produzione si distingue in modo particolare dalla naturale per queste sue peculiarità:

è molto più compatta di quella naturale

la sua superficie è molto più abrasiva

contiene una minore quantità di umidità relativa

Essendo queste caratteristiche riconoscibili, anche sciolinare gli sci per condizioni di neve artificiale risulta tutto sommato più facile che quando ci si misura con condizioni di neve nuova. E' anche vero, dal momento che perfino durante inverni con normali precipitazioni nevose le piste vengono abbondantemente trattate con i cannoni spara neve, che la concomitanza di neve artificiale e naturale lavorata dai gatti, fa si che si consideri nella maggiore parte dei casi il manto nevoso come "vecchio e trasformato" anche solo dopo qualche giorno da una nuova nevicata.

NEVE NATURALE

appena scesa è formata da cristalli molto ramificati, ha meno densità e molta quantità di aria interna che favorisce la circolazione e il mantenimento dell'umidità.

CONDIZIONI E SCELTA DELLA SCIOLINA

Altre ragioni che indirizzano la scelta verso un tipo, o l'altro, di sciolina:

Temperatura dell'aria. Misurarla sempre all'ombra e in varie parti del tracciato, ma se si è impossibilitati si dovrà far fede ai migliori siti web che offrono indicazioni, oltre che sulle condizioni meteo, anche sulla quota dello zero termico.

Tipo di grana della neve. Se è cadente, nuova, o trasformata.

L'umidità. Sarà difficile rilevare precisamente questo fattore, ma almeno a grandi linee è importante conoscerlo. Ad esempio, se sarà inferiore al 50%, tra il 50 e l'80%, oppure vicina al 100%.

L'attrito della soletta sulla neve o il ghiaccio. A temperature molto basse, la tendenza sarà comunque più verso l'asciutto, mentre da qualche grado sotto lo zero fino a -10° sarà facile che il film che si formerà tra soletta e sci porti a condizioni di scorrevolezza ottimali. Più ci avvicineremo a temperature intorno allo zero, o superiori, e più il tipo di attrito sarà tale da far aumentare la pellicola d'acqua rendendo più difficile la scorrevolezza.

SPAZZOLATURA

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In questo contesto non ci sembra il caso di entrare nel dettaglio di che sciolina mettere per un certo tipo di neve, piuttosto che un altro. Anche perché ogni marca si differenzia per colori e tipologia e quindi vi consigliamo di attenervi alle istruzioni dei prodotti che acquisterete a garanzia di una scelta più appropriata. Per quanto ci riguarda noi consigliamo e proponiamo due marchi leader del settore: HOLMENKOL e SOLDÀ.

Le nostre indicazioni verteranno quindi su come lavorare durante il trattamento e sulle scelte di massima al riguardo del tipo di sciolina. In proposito, se la temperatura dell'aria è maggiore della temperatura della neve esiste la possibilità di sublimazione, ossia la neve tenderà a passare dallo stato solido a quello liquido, aumentando la possibilità che si formi un abbondante film liquido sulla soletta. Queste sono le condizioni in cui la sciolina al FLUORO offre le migliori performance. La sciolina, o addirittura la polvere fluorata, nonostante sia particolarmente costosa non è detto che però sia sempre il caso di utilizzarla, perché il fluoro in condizioni di clima secco e molto freddo risulta ininfluente, se non addirittura meno performante di una buona paraffina.

Diamo per assodato che tutte le fasi precedenti alla sciolinatura siano state eseguite e, si spera, a regola d'arte, quindi ora facciamo un passo avanti e iniziamo con la spazzolatura.

Si troveranno sul mercato fondamentalmente 3 gruppi di spazzole:

Quelle da utilizzare prima della sciolinatura, atte ad asportare dai micro solchi della soletta le ultime ossidazioni e impurità rimaste, oltre che i residui di eventuale paraffina vecchia e predisporre di conseguenza la soletta al nuovo trattamento (sono prevalentemente in acciaio fine).

Quelle da utilizzare dopo la paraffinatura, atte a ripulire i solchi della struttura della soletta dopo aver spatolato. Importanti per lucidare e ripulire al massimo la soletta e ridurre gli attriti sulla neve (generalmente sono in ottone, bronzo, o in nylon) .

Quelle con caratteristiche specifiche per il trattamento della CERA-F. Che sarebbe il caso di utilizzare assolutamente solo per quel tipo di finitura, in modo da non compromettere il risultato in presenza di altre paraffine (generalmente spazzole morbide, in setola di origine naturale).

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Ogni spazzola, ad essere veramente pignoli, avrebbe quindi caratteristiche e peculiarità specifiche. Come ad esempio, lunghezza dei peli, appropriata elasticità o rigidità, tipologia e densità della fibra e relativo formato.

SPAZZOLE ROTANTI

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Le spazzole rotanti non vengono utilizzate in quanto migliori, ma soprattutto per guadagnare tempo.

Uno ski man, o allenatore di sci club, che si troverà a dover preparare un gran numero di paia di sci in tempi stretti ed obbligati, verrà sicuramente agevolato. Per un lavoro fatto bene, sarebbe comunque meglio utilizzare i rulli nella fase della pulizia pre-sciolinatura, piuttosto che quella di finitura, ma se comunque si vorrà fare anche quella, allora sarà il caso di usare molta attenzione al tipo di spazzola, oltre che alla pressione e velocità di giri del rullo.

Nel nostro caso, ovviamente se dotati di una spazzola specifica, utilizziamo quella, altrimenti ci adattiamo con quella a setole più dure e sottili che abbiamo a disposizione, quindi iniziamo il trattamento di pulizia della soletta in preparazione della sciolinatura. Ora, dopo aver scelto la sciolina in base al tipo di neve, temperatura, umidità e tipologia del cristallo, si procede sciogliendo la sciolina e stendendola in modo da creare uno strato possibilmente uniforme su tutta la soletta.

SCIOLINATURA

Dando per scontato che il ferro di cui si dispone sia specifico per sciolinatura, consigliamo di mantenere una temperatura intorno ai 110°-120° per fondere le paraffine calde o medie, mentre si può arrivare ai 130°-140° per le paraffine più fredde e dure.

Dopo aver sciolto a gocce la paraffina, facendola cadere sulla soletta in maniera sparsa e senza esagerare, spalmare omogeneamente la paraffina desiderata passando con il ferro a velocità costante.

Usare l'accortezza di non essere troppo lenti, per non "bruciare" la paraffina alterandone le caratteristiche e per non rischiare di ravvivare la colla utilizzata per la costruzione degli sci. Da evitare assolutamente le interruzioni con ferro appoggiato sulla soletta e il bloccaggio degli sci nelle morse.

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Questo perché gli stessi, venendo così riscaldati, tendono ad inarcarsi al contrario della loro forma naturale e se questo gli viene impedito forzatamente dal bloccaggio in morsa potrebbe danneggiarli.

Eseguita accuratamente questa procedura si lasceranno gli sci a temperatura ambiente per raffreddarsi lentamente, meglio se non si ha fretta e la procedura di raffreddamento risulta prolungata. Sarà utile che trascorrano almeno una ventina di minuti, salvo che la paraffina utilizzata non sia di quelle molto dure, perché in tal caso converrà spatolare prima che si indurisca esageratamente in quanto poi si rischierebbe di vederla sollevare a scaglie durante la spatolatura.

SPATOLATURA E LUCIDATURA

Per spatolatura si intende la rimozione della sciolina in eccesso. Si procede utilizzando una spatola in plexiglass ben affilata, passando da punta a coda fino a quando sembrerà che non vi siano più residui sulla soletta. Importante spingere la stessa inclinandola creando un angolo di circa 45°, in maniera che la spatola non possa mai impuntarsi e che scivoli scorrendo bene. Dopo avere ben rimosso la paraffina rimasta in superficie si passerà alla spazzolatura. Lo scopo sarà ripulire bene le cavità dei micropori del P-TEX e le impronte della struttura della soletta.

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In questo modo ci garantiremo di poter sfruttare al meglio le caratteristiche e qualità dei nostri sci e, se avremo fatto un buon lavoro, arrivare pure ad esaltarle. Il sistema di spazzolatura della soletta dopo sciolinatura viene eseguito con una spazzola in ottone, o nylon, strofinando dalla punta alla coda facendo una discreta pressione fino a quando la soletta risulta lucida, pulita e di colore uniforme.

Ora i vostri sci potrebbero già essere pronti all'uso, salvo che le condizioni della neve previste non suggeriscano l'utilizzo del dado fluorato, o della pura CERA-F.

PARAFFINE FLUORATE - CERA-F

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Prima di trattare gli sci non delle cere fluorate è sempre bene aver preparato gli stessi con la sciolina adatta alle condizioni della giornata. L'applicazione di cere fluorate garantisce una migliore performance con condizioni di nevi nuove, con temperature di qualche grado inferiori allo zero, superiori allo zero, o comunque con situazioni di abbondante umidità.

Se abbiamo a disposizione la cera fluorata in "dado", lo strofiniamo sulla soletta fino a coprire bene tutta la sua superficie, poi la tiriamo con un tampone in sughero, o in assenza di quello anche con il palmo della mano (pulita), sfruttando l'attrito che si forma per riscaldarla un po' e farla aderire ancora meglio, infine si strofinerà con una spazzola morbida con peli di crine.

Se utilizziamo della polvere di CERA-F il procedimento di applicazione migliorerebbe utilizzando il ferro. In questo caso, spargere un sottile strato di polvere in maniera uniforme sulla soletta accertandosi di coprirla totalmente. Passare il ferro facendo una leggera pressione, ma con attenzione, perché se lo strato della polvere fosse troppo sottile, siccome la temperatura del ferro è meglio averla alta (150°-160°), potrebbe anche venire danneggiata la soletta. Basterà quindi un passaggio unico della durata di pochi secondi. Dopo il raffreddamento spazzolare utilizzando una spazzola dura per togliere la polvere in eccesso. Poi proseguire con abbondanti spazzolature usando spazzole morbide. In zona partenza conviene appoggiare gli sci nella neve per qualche minuto, per poi tornare a lucidarli prima del via.

AVVERTENZE

- Durante la spazzolatura, specie se vengono utilizzate spazzole rotanti, viene messa in circolo nell'aria una notevole quantità di particelle di sciolina che è bene evitare di inalare. Se questo è un lavoro che si fa spesso, o gli sci da fare sono tanti, è consigliabile l'utilizzo della mascherina di carta da lavoro.

- Fare attenzione al solvente che si utilizza e comunque è sempre meglio evitarne l'inalazione.

- Anche gli occhi durante certe lavorazioni vale la pena di proteggerli: utilizzate prudenza e buon senso.

- E' bene che il locale laboratorio sia areato.

- Attenzione nell'utilizzo delle scioline fluorate, perché se esposte ad eccessiva fonte di calore diretta, come anche alla fiamma, o superiori ai 300°, possono innescare reazioni chimiche pericolose. In condizioni di utilizzo normale non sono però tossiche.

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